DIAGNOSI SETTIMANALE
Battesimo penale: la promozione del quattordicenne a nemico di Stato
Panico securitario generazionale in fase acuta. Le istituzioni smettono di educare per iniziare a incarcerare, trasformando una fisiologica, seppur violenta, devianza adolescenziale in una categoria di nemici dello Stato da arginare moltiplicando le celle.
Leggi la presentazione del fascicolo →
Fonte
Il Fatto Quotidiano — «Perché rispondere agli scontri di Milano con più carcere per i minori è la cosa peggiore che si possa fare»
Estratto dell'articolo ▾
Nel fine settimana del 17-18 ottobre 2026 il centro di Milano è stato teatro di due giorni di scontri e saccheggi. Il bilancio riportato dalle cronache: 271 persone portate in questura e identificate, di cui 220 minorenni e 60 stranieri; 174 di loro trattenute con il fermo di prevenzione di polizia (art. 11 bis del decreto Sicurezza di febbraio 2026); 32 arresti nella giornata di domenica, di cui 23 minorenni, che con gli 11 minorenni arrestati sabato portano a 34 i minorenni arrestati; 14 operatori feriti, 10 poliziotti e 4 agenti della polizia locale. La Procura ha chiesto il carcere per 11 maggiorenni, con accuse di devastazione, saccheggio e resistenza pluriaggravata. I presenti in piazza erano tra 2mila e 5mila, secondo due versioni della stima della questura: il dato è incerto e provvisorio.
Il 20 ottobre 2026 il Consiglio dei ministri (n. 193) ha approvato un decreto-legge su sicurezza pubblica e criminalità minorile. Le misure riportate dalle fonti: per i minori che hanno compiuto 14 anni la capacità di intendere e di volere si presume fino a prova contraria (finora andava accertata caso per caso); sanzioni amministrative ai genitori dei minori coinvolti in determinati reati, salvo prova di non aver potuto impedire il fatto; nuovo reato di partecipazione violenta alle manifestazioni, con reclusione da 2 a 5 anni per i gruppi organizzati di più di cinque persone che usano oggetti contundenti o altri strumenti pericolosi, e da 4 a 12 anni per chi organizza o promuove i gruppi, anche tramite social network; fermo preventivo, esteso anche ai minorenni; arresto in flagranza differita, anche per i minorenni; aggravanti per devastazione e saccheggio durante i cortei; 500 militari in più a Milano fino al 31 dicembre, senza compiti di polizia giudiziaria dopo i rilievi del Quirinale. La premier Meloni ha presentato la linea dura con la formula «Chi rompe paga».
Dopo gli arresti dei giovanissimi, secondo la Repubblica, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato l'intenzione di aumentare la capienza delle carceri minorili, con l'ipotesi di destinare ai giovani alcuni reparti di istituti penitenziari per adulti; il problema di fondo sono i posti sempre più scarsi negli istituti penali per minorenni rispetto ai ragazzi detenuti. Sempre secondo la Repubblica, Letizia Moratti, europarlamentare e tra i fondatori della comunità di recupero di San Patrignano, contesta la proposta: aumentare le celle non risolve il problema alla radice, la priorità sono comunità educative con educatori e professionisti, percorsi di responsabilizzazione e reinserimento; un adolescente che commette un reato va fermato quando necessario, ma deve avere una possibilità concreta di cambiare.
Il decreto riguarda i minori da 14 a 18 anni: sotto i 14 anni non si è imputabili.