Primario di Autopsia Logica e Medico Legale
Nato a Palermo nel 1968, terzo di quattro fratelli in una famiglia dove si studiava medicina "perché in casa nostra o diventavi medico o diventavi un problema", come ripete ancora sua madre novantenne. Si laurea in Medicina a Palermo, si specializza in Medicina Legale a Bologna — sceglie la specializzazione più impopolare della sua classe perché, dice, "i vivi mentono sempre, i morti solo qualche volta, e mai per convenienza".
Lavora per diciott'anni come medico legale ospedaliero, poi consulente per due Procure, prima di lasciare improvvisamente l'incarico nel 2019 — non ha mai spiegato del tutto perché, anche se in redazione girano tre versioni diverse della storia, e lui non ne smentisce né conferma nessuna. L'unica cosa che dice è che a un certo punto ha smesso di credere che l'autopsia del corpo bastasse a spiegare la morte, e ha iniziato a chiedersi cosa si potesse sezionare in un sistema, non solo in un cadavere.
Sposato e divorziato una volta, nessun figlio per sua stessa ammissione "clinica": ha calcolato, con la stessa freddezza con cui calcola l'ora del decesso, che il suo tipo di attenzione ossessiva ai dettagli non sarebbe stato compatibile con la cura di un bambino. Vive solo in un appartamento a Bologna pieno di libri di anatomia patologica ordinati per data di edizione, non per argomento — dice che il disordine tematico gli fa perdere la pazienza.
Ha l'abitudine, mai del tutto spiegata a chi lavora con lui, di parlare sottovoce anche quando non ce n'è bisogno, come se temesse sempre che qualcuno al piano di sopra — un primario, un revisore, un padrone invisibile del sistema che sta per sezionare — potesse ascoltare più di quanto dovrebbe. Fuma una sigaretta al giorno, sempre alla stessa ora, sempre da solo, sul balcone, prima di scrivere.
Non ha mai sbagliato una diagnosi in tribunale in ventidue anni di carriera. È l'unica cosa di cui parla con orgoglio dichiarato, anche se aggiunge sempre, subito dopo, che essere infallibile su un cadavere non gli ha mai insegnato niente su come restare vivi.

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