DIAGNOSI SETTIMANALE
L'imposta sulla frenata: curare i viadotti sedando il tachimetro
Sindrome del limite terapeutico conclamata. Di fronte a un'infrastruttura fatiscente, il gestore non interviene sul danno oggettivo ma degrada il servizio. Il rallentamento cronico viene somministrato come cura e la tutela della sicurezza funge da alibi per continuare a incassare la retta per una prestazione mai erogata.
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Fonte
Il Fatto Quotidiano — «Le autostrade siciliane "non sono sicure": dopo l'ultimatum il ministero di Salvini impone il limite di velocità a 60 km/h»
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Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da Matteo Salvini, ha imposto il limite di velocità a 60 km/h sulle autostrade siciliane A18 (Messina-Catania) e A20 (Palermo-Messina) dopo che un'ispezione ha riscontrato criticità su gran parte della rete. Il dirigente del Mit Placido Migliorino ha segnalato che i problemi riguardano "il 70% della rete", con tratti senza interventi di manutenzione da 60-70 anni, gallerie ridotte a una corsia perché non a norma e viadotti con ferri esposti e cemento sgretolato. Il costo complessivo degli interventi necessari sarebbe di circa 5,5 miliardi di euro in dieci anni, mentre gli interventi urgenti costerebbero circa 32,5 milioni, con 13,3 milioni stanziati dalla Regione Siciliana per 14 opere di manutenzione. L'ultimatum al Consorzio autostrade siciliane è scaduto il 3 ottobre senza risposte. Il Consorzio contesta la ricostruzione: il Mit "non ha disposto alcuna riduzione generalizzata della velocità a 60 chilometri orari", che sarebbe "una possibilità tecnica, non un'imposizione ministeriale", e il Cas si riserva di proporre ricorso per tutelare le proprie prerogative, restando prioritario garantire condizioni di sicurezza e percorribilità.