Ecologisti col cortile altrui, ora bloccate pure il sole
Prima il carbone, poi le trivelle, adesso pure fotovoltaico, pale eoliche e data center: i comitati del No vogliono il futuro chiavi in mano, basta che i cavi passino altrove.
Prima il carbone vi anneriva i polmoni, poi le trivelle vi turbavano il sonno, adesso pure il sole e il vento vi rovinano la vista dal balcone. Decine di miliardi di cantieri paralizzati in tutta Italia perché comitati di quartiere e sindaci in fascia tricolore hanno stabilito che la svolta verde e digitale è sacrosanta, purché atterri in un altro emisfero. Via i pannelli solari dal campo incolto, via le pale eoliche dal crinale, via persino i data center per l'intelligenza artificiale.
Io una ruspa sotto finestra la odio quanto voi, non faccio il santo: se mi spostano il cassonetto di due metri dichiaro guerra all'intero isolato. Però non mi travesto da martire del paesaggio mentre tengo il climatizzatore a sedici gradi e pretendo la fibra ottica pure in cantina. Con cosa pensate che girino le chat dove convocate i presidi, le petizioni online e l'algoritmo che vi scrive il ricorso al Tar: a rugiada e preghiere? Esigete il futuro chiavi in mano, basta che cavi e cabine finiscano nel cortile di qualche altro stronzo.
A furia di sbarrare la strada a qualunque cosa produca un watt o un byte, vi resterà un panorama intatto da fissare al buio, col telefono morto in mano.
Beccàti!