Netflix, paghiamo come al cinema per sorbirci pure gli spot
Oltre venti euro per il piano Premium, quasi otto per sorbirsi gli spot e nuova stangata sugli extra. Kobra fa i conti in tasca alla piattaforma che doveva uccidere la vecchia tv.
Passo già metà delle mie serate a fissare la tua schermata iniziale, cara Netflix, mentre la pizza diventa compensato nell'attesa di scegliere tra un documentario allungato col brodo in otto puntate e l'ennesima serie troncata sul più bello. Adesso scopro che per finanziare questa paralisi sul divano il piano Premium sfonda il muro dei venti euro e atterra a ventuno e novantanove al mese, con quel centesimo di sconto da discount messo lì per addolcirci la supposta.
Eri sbarcata nei nostri salotti promettendo di liberarci dalla vecchia televisione, e ti sei trasformata nella reincarnazione digitale delle peggiori pay-tv anni Novanta. Il vero capolavoro di faccia tosta resta però la tariffa base portata a quasi otto euro: paghiamo un abbonamento mensile per avere il privilegio di sorbirci la pubblicità. Persino i canali commerciali di trent'anni fa avevano il pudore di rifilarti gli spot dei detersivi gratis. Come se non bastasse, hai rincarato pure la dogana sugli utenti extra, piazzando il casello a chiunque osi collegarsi fuori dal perimetro del tinello.
Altro che rivoluzione dello streaming: non ci stai più vendendo cinema, stai solo scommettendo due euro alla volta sulla nostra pigrizia di cercare il tasto della disdetta.
Beccàta!