Caro Fatto, la purezza non si quota a Piazza Affari
Urlavi «solo i lettori possono comprarci», poi sul listino di Borsa è passato Del Vecchio a fare spesa. Kobra presenta il conto della purezza quotata a Piazza Affari.
«Solo i lettori possono comprarci.» L'hai ripetuto per settimane, caro Fatto Quotidiano, scuotendo il piattino degli abbonamenti come l'ultimo fortino assediato dai padroni del vapore. Peccato per quel minuscolo dettaglio che ometti sempre nei sermoni sulla schiena dritta: la tua società editrice sta in Borsa.
Io per i rampolli miliardari che fanno gli splendidi su X non ho mai avuto mezzo grammo di simpatia, sia chiaro. Ma davanti al due per cento di SEIF comprato sul mercato da Leonardo Maria Del Vecchio mi è scappata una risata feroce, perché la paraculaggine ha un limite naturale. Non puoi vendere verginità anticapitalista in edicola la mattina e battere cassa a Piazza Affari il pomeriggio. Se ti quoti, non sei un foglio clandestino ciclostilato in cantina: sei merce al banco col codice a barre appiccicato sopra. Chiunque abbia il conto gonfio entra, butta una fetta di te nel carrello e si conquista pure il diritto di sedersi al tuo tavolo. Col cazzo che puoi chiedergli la patente di purezza all'ingresso.
Volevi i soldi del mercato conservando l'aureola da duro e puro: adesso aggiungi una sedia in assemblea soci, ché l'erede di EssilorLuxottica viene a leggerti il bilancio con la lente graduata.
Beccàto!