Sfrattati dalle sponsorizzate, vi imbucate nelle ronde degli youtuber
Vietati gli spot elettorali sui social, i politici italiani scoprono di colpo i marciapiedi: tutti a rimorchio degli influencer da strada per viaggiare gratis nell'algoritmo.
Quasi rimpiango i vecchi santini elettorali infilati a tradimento sotto il tergicristallo: sporcavano il parabrezza, ma almeno sapevi chi cazzo ti stava chiedendo il voto.
Adesso che il regolamento europeo ha vietato gli spot politici a pagamento su Meta e TikTok, nei palazzi è esploso il panico da invisibilità. Non si può più comprare la vetrina? Ci si imbuca di straforo in quella degli altri. Da Fratelli d'Italia a Forza Italia fino ad Alleanza Verdi e Sinistra, è un pellegrinaggio trasversale dietro agli influencer da strada: eccoli nei sottopassi di Roma a rimorchio di Simone Cicalone o per i vicoli di Bologna accanto a JollyTime, pronti a infilare la faccia in un video verticale tra ronde anti-borseggio e degrado urbano.
Nessuno di voi ha scoperto stanotte le periferie: vi hanno solo spento il megafono a gettoni e vi siete attaccati abusivamente alla corrente del primo creator virale, guardandovi bene dal segnalare la propaganda elettorale. Andate pure in metro a dare la caccia ai furbetti: gli unici che qui viaggiano senza biglietto frugando nelle tasche dell'algoritmo siete voi.
Beccàti!