Dopo gli amici finti, Meta apre il canile virtuale
Vent'anni a isolarci dietro uno schermo e adesso Meta ci cura la solitudine col cagnolino in 3D e il tamagotchi da passeggio. Ma chi porta davvero il collare?
Meta ci ha messo vent'anni a svuotare i bar sotto casa per incollarci la faccia allo schermo, e adesso bussa alla porta col cucciolo digitale per curarci la solitudine. Negli Stati Uniti ha appena lanciato Muse Voice: avviate una videochiamata con l'intelligenza artificiale e di fabbrica vi ritrovate davanti Jolly, un cane animato in 3D pronto a farvi le feste. Giusto l'antipasto, perché entro fine anno arriva pure il gingillo indossabile stile tamagotchi per trascinare assistenza virtuale e relazioni simulate nella vita di tutti i giorni.
Io negli anni Novanta i tamagotchi li lasciavo crepare nel cassetto dopo mezza giornata di bip isterici, ma almeno quel portachiavi di plastica non pretendeva di sostituire gli esseri umani. Qui invece, cara Meta, siamo oltre la presa per il culo: prima riduci ogni amicizia a una bacheca di sconosciuti incazzati, bruci miliardi in un metaverso deserto dove non entravano manco i parenti, e poi ti ricicli come spacciatrice di compagnia sintetica.
Puoi pure disegnargli le orecchie morbide e chiamarlo Jolly: quando appendi un aggeggio parlante addosso alla gente perché non sa più con chi parlare, il collare non lo sta portando il cane.
Beccàta!