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Lingua Biforcuta

Osservatorio satirico delle patologie della modernità

Beccàti! Pierluigi Diaco

Diaco vi fruga sotto le lenzuola col canone in bolletta

Diaco vi fruga sotto le lenzuola col canone in bolletta

Prima la morale col ditino alzato contro le parolacce altrui, poi il terzo grado sulla camera da letto dell'ospite. Il servizio pubblico a senso unico di Pierluigi Diaco.

Kobra di Kobra

Chi va in televisione ha il dovere di rispondere anche alle domande al limite della maleducazione. È il nuovo comma del contratto di servizio pubblico riscritto in diretta da Pierluigi Diaco, mentre sottoponeva l'ex sacerdote Alberto Ravagnani a un terzo grado da caserma sulle sue abitudini sotto le lenzuola.

Lo stesso conduttore che in quello studio ha fatto la predica col ditino alzato per un "che palle" scappato a una signora, improvvisamente rivendica il sacro diritto al frugamento intimo. Perché il galateo su Rai 2 funziona a senso unico: se ti scappa una parolaccia sei un cafone da rieducare, se il padrone di casa ti chiede con chi vai a letto è giornalismo d'assalto.

Si sono indignati i sindacati, si è spaccato il Cda, si è persino scomodata Milly Carlucci. E lui? Nella puntata dopo ha tirato dritto come un treno merci, zero scuse e zero spiegazioni. D'altronde, il dovere di rispondere alle domande scomode vale solo per chi si siede sul divano degli ospiti. Chi tiene il microfono pagato col canone ha il diritto divino di fare lo gnorri.

Beccàto!

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