Ryanair vi lascia a terra per il vostro bene
Dal 10 novembre i banchi bagagli chiudono un'ora prima del volo: lo fanno per farvi passare i controlli «con calma», giurano. O per incassare il biglietto lasciando il sedile vuoto.
Sessanta minuti esatti prima del decollo: zac, il terminale si spegne, il nastro si blocca e tu resti in fila abbracciato al tuo trolley come un naufrago col salvagente bucato. Dal 10 novembre Ryanair anticipa di venti minuti la chiusura dei banchi bagagli. E fin qui sarebbe solo il solito sadismo tariffario a cui ci siamo rassegnati da anni pur di volare a diciannove euro.
Il capolavoro vero è la giustificazione ufficiale: lo fanno «per noi». Per permetterci di superare i controlli di sicurezza con calma, senza ansia, passeggiando tra i profumi del duty free. Io mi commuovo sempre quando una multinazionale del trasporto bestiame si trasforma in una badante premurosa. Ti sbattono il cancello sul naso venti minuti prima, ti annullano il biglietto senza un centesimo di rimborso, però ehi, vuoi mettere la serenità interiore con cui torni a casa in autobus?
Non è una regola aeroportuale, è il gioco delle sedie musicali applicato all'aviazione civile: tolgono venti minuti alla musica e chi resta in piedi paga due volte.
Beccàta!