Instagram vi allaga con l'intelligenza artificiale e vi passa l'ombrello
Adam Mosseri ammette che i creator sono furiosi per l'invasione dell'IA. Peccato che a pompare robaccia sintetica nel feed sia proprio la sua azienda.
Adam Mosseri, il gran capo di Instagram, ha appena scoperto che i creator sono furiosi perché l'intelligenza artificiale gli sta rubando il mestiere. Lo dice con quella faccia contrita da meteorologo che annuncia l'uragano, come se la pioggia di spazzatura sintetica che ci intasa il telefono cadesse dal cielo per volere divino e non dai server di mamma Meta.
Io passo metà delle mie giornate a schivare video di gatti generati al computer e finte modelle con sette dita che mi vendono tisane drenanti, e questo viene a spiegarmi che «la frustrazione aumenterà». Grazie tante, sei tu che tieni aperto il rubinetto del liquame mentre ci vendi gli stivali di gomma.
È il capolavoro del piromane aziendale: prima addestri gli algoritmi gratis sulle nostre foto delle vacanze, poi riempi la piattaforma di manichini digitali perché costano meno degli esseri umani che pretendono pure di guadagnare, e infine organizzi il confessionale pubblico per dirci che ci capisci tantissimo. Risparmiaci la carezza sulla testa: i pupazzi di plastica non comprano le creme sponsorizzate, e quando nel tuo locale saranno rimasti solo i bot a mettersi i cuoricini a vicenda, voglio proprio vedere a chi le vendi le inserzioni pubblicitarie.
Beccàto!