Binance si fa sfilare il caveau dagli hacker di Pyongyang
Sei miliardi e trecento milioni evaporati dal portatile di un tecnico, e il fondatore pregiudicato vi dice pure di stare sereni. Benvenuti nella finanza del futuro.
Sei miliardi e trecento milioni di dollari. Spariti, volatilizzati, traslocati nelle casse di Pyongyang perché un ingegnere di Binance s'è fatto bucare il portatile personale dagli hacker nordcoreani. Io per fare un bonifico di quaranta euro all'idraulico devo inserire tre codici, l'impronta digitale, il riconoscimento facciale e un campione di sangue, mentre la più grande cassaforte cripto del pianeta teneva le chiavi del caveau sul computer di casa di un tecnico.
Per anni questi profeti col cappuccio ci hanno fatto la morale sulle banche tradizionali, vecchie, lente e corrotte. «Sii la tua banca!», strillavano. Poi arriva un manipolo di smanettoni di Kim Jong-un e per salvare i mobili Binance cosa fa? Chiude gli sportelli, blocca i prelievi e congela i conti, esattamente come una filiale di provincia durante una rapina coi calzini in testa. E il fondatore Changpeng Zhao, fresco di condanna, ha pure la faccia tosta di minimizzare sui social.
Altro che finanza decentralizzata: qui l'unica cosa decentralizzata sono i vostri risparmi, che adesso finanziano le parate militari a Pyongyang.
Beccàta!