Temu si fa i controlli da sola (garantisce Bruxelles)
Dopo una multa da 200 milioni per merce illegale e pericolosa, l'Unione Europea affida a Temu il compito di vigilare sui propri algoritmi. Geniale.
Chiedere a Temu di controllare da sola se su Temu girano ancora cianfrusaglie illegali e tossiche. È questa la brillante pensata della Commissione Europea dopo averle staccato una multa da duecento milioni di euro. Un po' come beccare l'oste che allunga il vino col metanolo e condannarlo a fare il sommelier nella propria cantina per i prossimi quattro mesi.
Io vorrei avere nella vita la stessa fiducia cieca che i burocrati di Bruxelles riservano ai giganti del web. Se io sbaglio una virgola nell'F24 mi pignorano pure l'anima del nonno; se un colosso dell'e-commerce inonda il continente di caricabatterie che prendono fuoco e giocattoli radioattivi a due euro, gli danno i compiti per le vacanze con l'autocertificazione. «Valutate autonomamente i vostri algoritmi», gli hanno detto. Ma certo, figuriamoci: gli stessi algoritmi programmati per rifilarci uno spremiagglio fosforescente alle tre di notte adesso diventeranno improvvisamente delle guardie svizzere del consumo etico.
A Bruxelles fanno la faccia feroce con i comunicati stampa, poi passano il fischietto direttamente ai ladri e tornano a dormire.
Beccàta!