Duecentocinquanta miliardi bruciati perché i ricchi sono finiti
I giganti dell'alta moda hanno perso 250 miliardi in borsa. A forza di vendere magliette a mille euro ai finti ricchi a rate, hanno finito i polli.
Come si fa a perdere duecentocinquanta miliardi di euro vendendo borsette cucite da terzisti sottopagati e rivendute al prezzo di un monolocale? Chiedetelo a LVMH, Kering, Prada, Moncler e a tutto il circo dell'alta moda europea, che da inizio anno sta colando a picco in borsa manco fosse una criptovaluta gestita da un sedicenne.
Dicono gli analisti col mignolo alzato che è colpa della "frenata dei consumatori cinesi" e delle incertezze globali. Col cavolo. È colpa dell'ingordigia pura. Per dieci anni avete raddoppiato i listini ogni sei mesi, convinti che bastasse stampare un logo grande quanto un tombino su una felpa di cotone per far sentire milionario chi la comprava in dodici comode rate.
Solo che i ricchi veri si sono rotti le scatole di vestirsi come i trapper di periferia, e i finti ricchi hanno finito il fido sulla carta di credito per pagare le bollette. Quando tiri la corda dell'esclusività fino a strozzare pure i polli, prima o poi il mercato ti presenta il conto. E questo non si paga a rate.
Beccàti!