Un euro e otto di promesse al litro
L'Italia torna al primo posto in Europa per tasse sul gasolio: il 48% se ne va in IVA e accise. E le famose accise mobili? Immobili, come chi le ha promesse.
Un euro e otto centesimi. Non è il prezzo di un caffè al banco in periferia, è il pizzo di Stato che paghiamo su ogni singolo litro di gasolio. L'Adusbef ha fatto i conti: siamo tornati medaglia d'oro in Europa per tasse alla pompa. Quasi la metà di quello che infiliamo nel serbatoio — il quarantotto per cento, tra IVA e accise — se ne va dritto nelle casse di chi, in campagna elettorale, girava i video davanti ai distributori giurando di tagliarle.
Vi ricordate la favola delle «accise mobili»? Quella magia contabile per cui, se il petrolio saliva, lo Stato usava l'extragettito dell'IVA per abbassare le tasse? Ecco, di mobile qui c'è solo il nostro portafoglio, che si svuota a una velocità impressionante. Le accise, invece, hanno messo le radici nel cemento armato.
La verità è che quando c'è da fare cassa sulla pelle dei pendolari, i governi diventano tutti improvvisamente smemorati. Promettono la rivoluzione dal palco e poi, appena seduti, passano col cappello in mano al self-service.
Beccàte!