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Beccàti! I bookmaker travestiti da testate sportive

Il tesserino da giornalista con la slot machine dentro

Il tesserino da giornalista con la slot machine dentro

Basta attaccare la parolina 'news' sotto al logo del casinò per diventare editori illuminati? L'Agcom ha finalmente acceso la luce sul circo delle finte testate sportive.

Kobra di Kobra

Basta incollare la parolina «news» sotto al logo di una roulette, usare lo stesso font, gli stessi colori da casinò di Las Vegas e comprarsi due righe sul calciomercato per sentirsi Indro Montanelli. O almeno, così hanno fatto per anni i signori delle scommesse per aggirare il divieto di pubblicità del Decreto Dignità: siccome non posso piazzarti il quotone sulla maglia della squadra di Serie A, mi travesto da testata sportiva. Geniale, no? Come se il vostro spacciatore di fiducia aprisse una pagina di botanica con lo stesso identico listino prezzi.

Adesso l'Agcom si è svegliata dal letargo e ha detto che il giochino è finito: se vuoi fare il giornale devi avere una redazione vera, un direttore vero e articoli veri, non tre stagisti sottopagati usati come paravento legale per vendere la doppia chance sull'anticipo del venerdì.

A me fanno quasi tenerezza: pur di non mollare l'osso del vizio altrui si sono inventati la vocazione per il quarto potere. Voi lo sapevate benissimo che quelle magliette non pubblicizzavano l'informazione libera, io oggi ve lo metto nero su bianco.

Beccàti!

#LinguaBiforcuta #Beccati #Agcom #ScommesseSportive #DecretoDignità #SerieA
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