Il POS è rotto, ma il clacson funziona benissimo
I tassisti bloccano Roma contro il caro carburante e chiedono sgravi al governo. Per il resto di noi la benzina è gratis, evidentemente.
Per caso a voi il benzinaio fa lo sconto simpatia? Perché a leggere il comunicato di Uri, itTaxi e Unicoop sembra che l'aumento del carburante sia una persecuzione mirata, un complotto internazionale ordito esclusivamente contro le auto bianche. E quindi tutti a Porta Pia, sotto il Ministero dei Trasporti, a bloccare Roma per pretendere dal governo «interventi compensativi e sgravi immediati».
Io vorrei avere un decimo della faccia tosta di una categoria che vive in un regime di monopolio blindato dal Medioevo, fa venire l'orticaria a chiunque provi a nominare la parola concorrenza, ha il terminale del bancomat perennemente in sciopero per solidarietà col contante, e appena i costi di gestione salgono fa la voce grossa per farsi ripianare il fastidio con le tasse di chi il taxi non se lo può manco permettere.
Se la benzina rincara a me, stringo la cinghia e tiro due bestemmie al self-service. Se rincara a loro, paralizzano una capitale finché il ministro di turno non apre il portafoglio pubblico.
Chiamano sciopero quello che nel resto del mondo si chiama ricatto col tassametro acceso.
Beccàti!