Trenitalia ti frega il portafoglio e poi dice che scherzava
Millequattrocento euro in più all'anno perché "lo smart working è finito", poi la retromarcia appena li sgamano. Quando il treno arriva in orario solo per spennarti.
Millequattrocento euro in più all'anno a testa. È il regalino che Trenitalia aveva impacchettato per i pendolari dell'alta velocità cancellando di colpo i carnet da dieci corse. La scusa ufficiale? Meravigliosa: siccome lo smart working sarebbe tramontato, non vi serve più il pacchetto flessibile. Cioè, fatemi capire: andate in ufficio più spesso e quindi, per premiarvi della fatica, vi facciamo pagare il triplo? È la logica dello strozzino che ti alza gli interessi perché ti vede puntuale.
Ci hanno provato col passamontagna calato in pieno giorno, sperando che i lavoratori ibridi ingoiassero il rospo tra un ritardo di quaranta minuti e un chiodo sulla linea. Poi però qualcuno si è incazzato, il ministero ha battuto un colpo per salvare la faccia e, magia: provvedimento sospeso. «Stavamo solo scherzando, rivedremo l'offerta».
Io lo chiamo il metodo del borseggiatore in carrozza: ti infila la mano nella tasca, e se ti giri e gli spacchi il polso ti sorride dicendo che voleva solo toglierti un pelucco dalla giacca. L'unica cosa davvero ad alta velocità, lì dentro, è la retromarcia quando vi sgamano con le dita nella cassa.
Beccàta!