Diciassette pacchi di farina e nemmeno il forno acceso
Basta un camion fermo sullo svincolo e vi trasformate in fornai da bunker antiatomico. Mentre il pesce marcisce nei depositi, voi svaligiate gli scaffali per lasciare andare a male tutto in dispensa.
Diciassette pacchi di farina zero-zero, quattro cartoni di latte a lunga conservazione e trentasei uova. Che cazzo ci dovete fare, una pasticceria clandestina nel seminterrato? Basta che quattro camionisti incazzati per il gasolio si fermino di traverso su una statale del Sud e a voi parte subito il riflesso condizionato da apocalisse zombie.
La cosa meravigliosa è il cortocircuito mentale: mentre tonnellate di pesce fresco e mozzarella marciscono nei magazzini bloccati e finiscono dritte al macero, voi vi prendete a gomitate tra le corsie per creare artificialmente la carestia di cui avete paura. Non mancano le scorte, manca il litio nell'acqua potabile.
La verità — e lo sapete benissimo mentre spingete quel carrello che cigola — è che vi mancava l'adrenalina da stato d'emergenza. Non sapete cucinare, il lievito vi scadrà nel 2028 dietro ai barattoli di ceci e metà di quella carne finirà nell'umido tra dieci giorni. Però vuoi mettere la soddisfazione di aver fregato l'ultimo litro di parzialmente scremato alla pensionata della corsia quattro?
Beccàti!