Piantedosi gioca a Risiko coi quattordicenni (e Mattarella gli sequestra i dadi)
Cinquecento soldati, fermo per i ragazzini e multe a mamma e papà. Piantedosi voleva i militari-sceriffi, ma il Quirinale gli ha ricordato che la Costituzione non è un foglietto illustrativo.
Quando hai in mano solo un martello, anche un quattordicenne col cappuccio ti sembra un chiodo da piantare nel muro. Matteo Piantedosi non governa l'ordine pubblico: compila il catalogo delle punizioni divine. L'ultima pensata del Viminale per rispondere agli scontri di Milano è un capolavoro di repressione creativa: fermo preventivo esteso ai minorenni, multe salate a mamma e papà e cinquecento soldati spediti per strada.
Ma il vero tocco di classe era un altro: dare all'esercito i poteri di polizia giudiziaria. I paracadutisti a fare i verbali e gli arresti, roba da repubblica delle banane col tricolore. Peccato che dal Quirinale qualcuno abbia alzato il telefono per spiegare al ministro che la Costituzione non è un foglietto illustrativo che puoi buttare via col blister. Norma stralciata all'ultimo minuto, bacchettata sulle dita e finta di niente.
A voi raccontano che è il pugno di ferro dello Stato. Io vedo solo un governo che delega l'educazione civica alle camionette e si fa bocciare i compiti dal Colle perché non sa nemmeno dove finisce la caserma e dove comincia la legge.
Beccàto!