Meloni governa per decreto, tranne quando c'è da fare davvero
Vietare i social agli under 14? Giorgia Meloni «non è contraria», però lasciamo fare al Parlamento. Dove le proposte dormono già nei cassetti.
«Non sono contraria». Tre parole meravigliose, la quintessenza del coraggio politico: non dico di sì, non dico di no, mi metto sul balcone e guardo che effetto fa. Giorgia Meloni scopre che forse i ragazzini sotto i quattordici anni sui social ci rimbecilliscono, ma attenzione: niente decreto. Deve pensarci il Parlamento.
Lo stesso Parlamento che questo governo scavalca a piè pari con un decreto legge pure per decidere il colore dei tovaglioli alla buvette, improvvisamente diventa sacro e inviolabile. E sapete perché? Perché in Parlamento le proposte bipartisan per bloccare i social ai minori ci sono già. Chiuse a chiave nei cassetti delle commissioni a prendere polvere da mesi, ostaggio della stessa maggioranza che oggi fa la pensosa sui giornali.
È il trucco più vecchio del mondo: buttare la palla in tribuna fingendo di voler giocare la partita. Così ti prendi l'applauso delle mamme preoccupate senza muovere mezzo dito e senza pestare i piedi ai colossi del web.
Troppo comodo fare i sovranisti coi ragazzini in piazza e gli statisti prudenti con gli algoritmi.
Beccàta!