Marracash guida la guerriglia, ma solo col pollice sullo schermo
I negozi bruciano e il King del Rap applaude dal divano: «Con le buone non cambi le cose». Poi però ci tiene a precisare che i social sono solo il suo ufficio stampa.
Devo ammetterlo: la rivoluzione fatta col Wi-Fi di casa ha sempre un fascino irresistibile. Milano brucia, le vetrine vanno in frantumi, e puntuale arriva la benedizione di Marracash su Instagram: «Aspettavo questa reazione da tempo», perché «con le buone non cambi le cose, è solo l'inizio». Che brividi, ragazzi. Che statura da capopopolo.
Peccato che tre righe più giù il nostro Che Guevara del disco di platino ci tenga a precisare che lui i social li usa solo come «ufficio stampa», perché la sua vera trincea sono i dischi e i concerti. Capito il trucco? Se spacchi una vetrina tu, è lotta di classe; se ti arrestano, lui ti dedica una strofa in rima baciata a cinquanta euro a biglietto, più prevendita.
È comodissimo soffiare sul fuoco quando il culo al caldo ce l'hai tu e le manganellate se le prendono gli altri. Vuoi fare la guerriglia urbana, Fabio? Scendi dal palco, molla il comunicato stampa e mettiti in prima fila. Altrimenti non è lotta dura: è solo marketing col passamontagna.
Beccàto!