Elly Schlein salta i gazebo e si autoincorona al Nazareno
Niente congressi fino al voto e primarie opzionali: la segretaria eletta ai gazebo scopre che la democrazia dal basso è bellissima, ma col lucchetto sopra è anche meglio.
Ricordate quando i gazebo erano il tempio sacro della democrazia, il popolo che decide dal basso, il vento nuovo che spazza via le correnti? Ecco, archiviate tutto. Elly Schlein è arrivata ai vertici del Nazareno grazie alle primarie, e la prima cosa che fa adesso è tirare su il ponte levatoio.
Con una modifica allo statuto si allunga il mandato oltre il 2027, congela i congressi fino alle politiche e si autocandida a Palazzo Chigi «con o senza primarie». Tradotto dal politichese: se gli alleati mi incoronano subito bene, se vogliono contarsi si attaccano. È il capolavoro della sinistra armocromica: predica la partecipazione universale, ma appena tocca la poltrona ci mette sopra il lucchetto della bicicletta.
I riformisti del partito borbottano e non votano, ma restano lì a scaldare le sedie come sempre. La verità è che al Nazareno i gazebo sono come i taxi sotto la pioggia: servono solo per arrivare a destinazione, poi chi guida blocca le portiere dall'interno.
Beccàta!