Dalla scatoletta di tonno al caviale con Renzi
L'uomo che voleva aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno ora brinda con Renzi e loda Meloni. La mutazione genetica di Luigi Di Maio è l'ennesimo capolavoro del cinismo italiano.
Allora, Gigino. Ti ho visto l'altro giorno a Firenze. Tu e Renzi, pacche sulle spalle, sorrisoni da vecchi compagni di merende. L'uomo che volevi mandare a casa, l'emblema della casta, ora è il tuo amichetto del cuore. E non ti è bastato: sei salito sul palco a farci la lezioncina sulle armi all'Ucraina, sputando sul partito che ti ha tirato fuori dal nulla, per poi sperticarti in lodi sbrodolanti per Giorgia Meloni. Giorgia Meloni!
Io lo ammetto, davanti a una faccia di bronzo del genere mi tolgo il cappello. Ci vuole un fegato grosso così per passare dai gilet gialli ai salotti buoni, col calice in mano e il passaporto diplomatico in tasca. Hai capito tutto tu. In questo Paese disgraziato, la coerenza è un difetto per perdenti. Tu invece hai mutato pelle meglio di me. Da capopopolo antisistema a maggiordomo felpato del potere, pronto a servire chiunque paghi il conto al ristorante istituzionale.
E noi fessi che per un attimo, anni fa, avevamo quasi creduto che voleste cambiare qualcosa. Invece volevate solo cambiare posto a tavola.
Beccàto!