FIMMG, il sindacato che certifica il proprio disastro
Il sindacato dei medici di famiglia va a congresso a piangere sul collasso degli ambulatori. Ma difendono da anni un sistema marcio, e ora fanno finta di essere passanti ignari.
Allora, cari vertici della FIMMG. Siete andati all'ottantacinquesimo congresso a piangere miseria. Uh, che tragedia: mancano quasi seimila medici, metà di voi sfora il tetto dei millecinquecento pazienti, i lombardi scoppiano e sette milioni di disgraziati sono di fatto senza assistenza. Ma dai? E me lo venite a raccontare dal palco con la faccia affranta, come se la colpa fosse di un meteorite?
Siete fantastici. Da anni difendete con i denti lo status quo, il baluardo del medico "libero professionista convenzionato" intoccabile nel suo feudo, e adesso frignate perché il sistema implode. La politica vi lancia il salvagente bucato delle "Case della Comunità" — che sono letteralmente dei muri di cartongesso senza nessuno dentro — e voi vi accodate al teatrino.
Il risultato? Noi cittadini, se ci viene la febbre a 39 di venerdì pomeriggio, dobbiamo accamparci in Pronto Soccorso pregando i santi, mentre voi vi rimpallate le responsabilità con i burocrati dei ministeri. Siete il sindacato che certifica il proprio stesso disastro, pretendendo pure la solidarietà di chi lasciate fuori dalla porta.
La verità è che questo sfacelo l'avete cullato, nutrito e protetto. E ora che puzza di morto, fate finta di essere i passanti che hanno trovato il cadavere.
Beccàti!