Lotito, l'Impero è finito e lo stadio è vuoto
Il Times ti deride, la curva ti boicotta e i voti spariscono. Kobra fa i conti in tasca al senatore-presidente che pensava di poter comprare anche la pazienza.
Allora, senatore. O forse dovrei dire presidente. O imperatore, visto come ti piace mischiare i ruoli in quella palude gloriosa che è Roma. Ieri mi sveglio, apro il *Times* — sì, perfino gli inglesi si sono accorti di te — e scopro che ti hanno incoronato «sopravvissuto di un'altra epoca». Un eufemismo elegante per darti del dinosauro politico e sportivo.
E sai qual è la parte divertente? Che non hanno torto. Ti sei abituato così tanto a sguazzare tra i consigli di amministrazione e gli scranni del Senato che ti sei scordato un dettaglio fondamentale: la gente si rompe i coglioni.
Guarda l'Olimpico. Vuoto. Spettrale. Non c'è eco più assordante del silenzio di chi pagava per vederti fare il tirchio sul mercato. E adesso la curva ti presenta il conto, e guarda caso non è in euro, ma in schede elettorali. "Niente investimenti, niente voti a Forza Italia". Un ricatto? No, libero mercato, quello che vi piace tanto sbandierare.
Perfino il governatore Rocca ti ha scaricato. Sei rimasto solo, aggrappato a un'epoca in cui bastava alzare la voce per tenere tutti in riga. Ma il giocattolo si è rotto, e la puzza di naftalina si sente fino a Londra.
Il fischio finale te lo sei suonato da solo.
Beccàto!