Tajani, non sei un prete degli anni Cinquanta
Il vicepremier ci spiega che bisogna votare come si sceglie la moglie: seria e che non fa le corna. Un pulpito anni '50, per un partito che sulle donne appariscenti ci ha costruito un impero.
Allora, Tajani. Ti sei svegliato negli anni '50 o hai solo sbagliato il dosaggio della naftalina nel guardaroba? Ci spieghi dal palco che il voto è come il matrimonio: bisogna evitare la ragazza affascinante e un po' libertina, quella che "mette i cornetti", per scegliersi la donna "meno appariscente ma seria, che ti mantiene la famiglia". L'angelo del focolare. Quella che ti stira le camicie e non fa domande.
Io ti ascolto e penso: ma davvero il piano strategico per convincere gli elettori è trasformare le urne nell'agenzia matrimoniale di un cinepanettone d'annata? E poi, parliamoci chiaro: un leader di Forza Italia che fa la morale sulle donne troppo appariscenti e sui tradimenti di coppia è un cortocircuito comico che nemmeno i migliori sceneggiatori di Cinecittà riuscirebbero a scriversi.
Tu credi di aver fatto il saggio padre di famiglia, ma ci hai solo ricordato che la vostra offerta politica è esattamente come quella "ragazza seria" di cui parli: rassicurante, grigia, e disperatamente noiosa. Solo che noi, il divorzio, l'abbiamo votato cinquant'anni fa.
Te lo dico io, visto che i tuoi non te lo fanno notare.
Beccàto.