Cari petrolieri, il miracolo del diesel a tre euro
Il greggio scende, il gasolio in autostrada sfiora i tre euro e l'Antitrust non vede irregolarità. Siete dei maghi della speculazione legalizzata, ma la matematica non mente.
Allora, signori del greggio e signorotti della pompa. Facciamo due conti, perché a me la matematica non ha mai fatto impazzire, ma le prese per il culo le fiuto da un chilometro.
Sui mercati internazionali il petrolio scende. Costa meno. Eppure, se per sbaglio mi fermo in autostrada e chiedo il servito, mi chiedete quasi tre euro al litro. A Crotone avete toccato i 3,26. Tre euro e ventisei centesimi per un litro di gasolio. A questo punto, per fare il pieno mi conviene dare in ostaggio un rene o accendere un mutuo a tasso variabile.
E la cosa meravigliosa? L'Antitrust dice che "non ci sono irregolarità". Certo che no. È tutto regolarissimo. Siete perfettamente autorizzati a spremerci come limoni secchi, perché sapete benissimo che senza macchina, in questo Paese, non vai a lavorare. Non è inflazione, non è la crisi geopolitica di turno: è che vi piace vincere facile. Ci tenete per il collo e sorridete mentre stringete la presa.
Ma non veniteci a raccontare la storiella dei costi di gestione o delle accise cattive quando il barile crolla e i vostri margini volano. Siete dei fottuti maghi della speculazione legalizzata. E noi l'abbiamo capito.
Beccàti.