In un lussuoso studio dirigenziale di mogano scuro, Il Giovane Erede siede in una poltrona di pelle e solleva tra le dita un paio di occhiali classici: al posto delle lenti, due dischi opachi di cera nera con una moneta d'oro impressa al centro. Sulla scrivania, davanti a lui, tre rotative in miniatura portano ciascuna un cartellino legato con spago grezzo, con la scritta «IN OFFERTA»; accanto, un grosso registro contabile aperto.
Alle sue spalle, il ritratto a olio del Fondatore, severo industriale in abito scuro, regge con una mano un paio di occhiali limpidi e perfetti e osserva la scena con aria di disapprovazione. Un cartiglio nell'angolo recita «BUIO DI FAMIGLIA» e l'Erede dichiara: «Vendo anche il buio.»