Quando un ragazzino spacca una vetrina, lo Stato scopre un'improvvisa vocazione edilizia: colare cemento per nuove carceri. Invece di fare argine al disagio, i governi rispolverano il pallottoliere della deterrenza penale e del calcolo costi-benefici sui minori.
Una dottrina che si infrange contro i rapinatori adulti, ma che magicamente dovrebbe razionalizzare la coscienza di un quattordicenne arrabbiato. La questione sociale viene declassata sul campo a emergenza criminale.
Da oggi sezioniamo questo cortocircuito istituzionale, dove la pedagogia abdica e il codice penale prende il posto del registro di classe.