In un futuro estremamente prossimo, i corridoi dell'Istituto Comprensivo "Leonardo Sciascia" sono monitorati da un circuito chiuso collegato direttamente alle questure. Tra i ragazzi di terza media serpeggia una nuova forma di tensione: la consapevolezza che una spinta durante la ricreazione non comporta più una semplice nota sul registro, ma un possibile arresto differito la mattina seguente.
Il nuovo Decreto per la Protezione Urbana non fa distinzioni tra piazze e corridoi scolastici: l'estensione della flagranza differita ha trasformato l'ambiente scolastico in un perenne set di indagine, dove ogni filmato viene analizzato a posteriori dalle forze dell'ordine.
La patologia non è più la devianza giovanile, ma l'attesa di uno Stato costretto a misurare i passi dei ragazzini sotto l'occhio di una giustizia che osserva oggi per venire a prenderti domani.