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Te lo spiego io • L'Esperto
Colonnello Mario Vaporetto DI Colonnello Mario Vaporetto

Falla nell'intelligence: la fanteria giovanile non elabora il rischio

Illustrazione in evidenza

L'esecutivo schiera teorie accademiche contro i disordini urbani. Errore tattico: la deterrenza penale fallisce con una truppa irregolare che opera a vista, senza catena di comando.

Nel 1992, mentre l'operativo Gary Becker riceveva il Nobel per la sua dottrina economica della scelta razionale, decisi di implementare il suo stesso schema tattico sul mio fronte interno. Mio figlio aveva quattordici anni. Allestii un centro di comando sul tavolo della cucina e redassi una matrice di rischio chirurgica: la sanzione per la violazione del coprifuoco serale equivaleva alla requisizione del ciclomotore Piaggio. Tracciai su carta millimetrata il grafico dei costi e dei benefici: se il bersaglio fosse rientrato oltre l'orario stabilito, la confisca del mezzo avrebbe annullato qualsiasi guadagno tattico della socializzazione notturna. Inserii nel calcolo le variabili ambientali: concausa di pressione atmosferica in calo e precipitazioni previste per le 23:00. Il manuale accademico parlava chiaro: di fronte a una penalità certa e implacabile, e a un terreno scivoloso, l'avversario elabora un'analisi dei costi e opta per la ritirata.

Quella sera, l'obiettivo rientrò all'una di notte, spingendo il mezzo a mano, senza carburante e con un fanale rotto, sotto un fronte temporalesco che non aveva minimamente tentato di aggirare.

Non aveva calcolato un bel nulla. L'errore non risiedeva nella severità della sanzione, ma nell'intelligence preventiva: avevo trattato un minorenne come se fosse uno stratega del Pentagono, capace di pianificare a lungo raggio. Il suo processore decisionale, ho scoperto a mie spese, non è cablato per la pianificazione preventiva. L'adolescente opera in un teatro di operazioni puramente istintivo, come una cella di bassa pressione isolata: si muove a sciami, seguendo gradienti ormonali e non direttive dall'alto.

Oggi analizzo le manovre dell'esecutivo sul teatro di Milano, e noto il medesimo cortocircuito, elevato a norma nazionale. Il consiglio dei ministri risponde ai disordini urbani schierando un fossile accademico di trent'anni fa. Si introduce la presunzione, fino a prova contraria, di capacità logico-strategica per i quattordicenni. Si minacciano fino a dodici anni di reclusione per chi organizza o promuove gruppi violenti, profondamente convinti che la fanteria giovanile, prima di muovere verso il centro città, consulti i codici normativi, elabori un bilancio attuariale della propria esistenza e ordini il ripiegamento preventivo.

Bollettino aggiornato alle 19:15. Teatro operativo: finestra del tinello, affaccio sul parco pubblico. Situazione: assembramento giovanile ostile in prossimità della fontana. Copertura nuvolosa al 70%. Stratocumuli usati palesemente per mimetizzare i movimenti di avvicinamento alle panchine. Contromisura: puntamento ottico e monitoraggio termico del quadrante. Livello di allerta: Giallo. Il Ministero dell'Interno crede che basti sventolare un decreto penale per far ripiegare queste formazioni. Ignorano le condizioni al suolo: quell'unità bersaglio non teme il carcere a cinque anni semplicemente perché i suoi radar non arrivano a dopodomani.

Un apparato istituzionale che fonda il mantenimento dell'ordine sulla razionalità di un adolescente non sta difendendo la nazione. Sta trasformando i palazzi del potere in un museo di teorie universitarie scadute, smentite da qualsiasi ricognizione sul campo. Voi civili credete che inasprire le regole d'ingaggio funzioni da scudo invisibile. Ve lo assicuro per addestramento: quando il processore decisionale di una truppa irregolare è ancora in fase di sviluppo, la minaccia di un castigo remoto non viene rilevata. L'adolescente non vede la sanzione futura. Vede esclusivamente la fiammata del momento.

Se la strategia per contenere i disordini è presumere che un ragazzino sia un freddo calcolatore di scenari peggiori, stiamo consegnando il Paese a una dottrina clamorosamente bucata. La preparazione richiede realismo operativo, non postulati da biblioteca.

«Mantenete la posizione, il nemico ci osserva anche dal meteo.»

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Colonnello Mario Vaporetto
L'autore
Colonnello Mario Vaporetto

Esperto tattico in congedo permanente che applica il rigore e la strategia militare anche alle previsioni meteorologiche e alle grigliate della domenica. Vede il mondo come un perenne teatro di operazioni belliche e affronta i mutamenti climatici con la pianificazione strategica di chi sta pianificando lo sbarco in Normandia.

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