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La Sentenza della Domenica
Lavinia Sarti DI Lavinia Sarti

L'industria come arte scenica: l'esibizione estingue la consegna

Illustrazione in evidenza

L'esibizione texana non è una tappa verso la consegna: leggerla così è un errore di categoria. Si giudica come ingegneria ciò che va in scena come teatro, e il prodotto è lo spettacolo.

In Texas, al centro collaudi di McGregor, la Tesla Roadster di seconda generazione è decollata da una rampa curva nel corso di un'esibizione notturna. Dieci micro-razzi a gas freddo, un balzo sopra cinque veicoli schierati, una piroetta in aria, poi l'atterraggio in modalità autonoma. Da zero a 96 km/h in 0,81 secondi, dicono. Sulle consegne, la formula di sempre: non prima del 2028.

I commentatori leggono la serata come una tappa verso la consegna. Chi ha versato un anticipo nove anni fa la interpreta come prova di avanzamento industriale. È un errore di categoria: si applicano i parametri dell'ingegneria meccanica a una rappresentazione teatrale. Si cerca un nesso tra il prototipo in pista e una futura produzione in serie, e nessuno ha mai dimostrato che esista.

Si guardi la messa in scena. La rampa è curva, dunque pensata per l'inquadratura, non per la strada. Il buio fa da sipario, i razzi da pirotecnica, i cinque veicoli allineati da quinte. La piroetta non serve a nessun collaudo: serve all'applauso. E l'atterraggio autonomo è la battuta finale, l'attore che si inchina da solo, senza nessuno al volante a prendersi i meriti.

Un dettaglio, poi, merita il suo applauso: i cinque veicoli. Non sono stati scelti per mettere alla prova qualcosa, ma per rendere misurabile la meraviglia. Cinque è un numero che il pubblico sa contare a occhio, e che il regista sa montare in trenta secondi di filmato. Lo stesso vale per lo 0,81 secondi: una cifra che non descrive un'auto da guidare, ma un effetto da annunciare, come il numero di cambi d'abito in un varietà.

Va detto, per onestà di critica, che la regia è di prim'ordine. Il centro collaudi fa da quinta, il notturno da velluto, i razzi a gas freddo da respiro trattenuto prima del salto. Se questo fosse un teatro, parleremmo di una produzione ambiziosa. Siccome lo si presenta come ingegneria, ne parliamo qui.

Chi attende la consegna aspetta una materializzazione che questo genere teatrale non contempla. Il cliente non finanzia un mezzo con cui percorrere chilometri: finanzia lo spettacolo di una macchina che salta per sfuggire ai propri acquirenti, e che gli acquirenti potranno guardare solo da lontano. In nove anni di preordini, la rappresentazione più riuscita è stata quella dell'attesa.

Pretendere che l'esemplare venga dotato di targa, munito di portabicchieri e incanalato nel traffico ordinario significa ignorare il genere dell'opera. Non ci sarà nessun nastro tagliato davanti a un concessionario. Non ci sarà nessuna chiave consegnata. Il set è già stato smontato, e l'unico esemplare necessario ha compiuto il suo dovere scenico.

Il verdetto non riguarda l'auto, che forse un giorno uscirà e forse no. Riguarda chi la guarda: il pubblico che scambia uno spettacolo per un avviso di consegna. Il sipario è calato, i preordini restano in platea.

La sentenza è definitiva.

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Lavinia Sarti
L'autore
Lavinia Sarti

Voce elegante e tagliente delle nostre sentenze sociali più spietate. Ha sublimato anni di sincera indignazione giovanile in una compostezza glaciale e impeccabile. Legge le condanne dell'opinione pubblica con il distacco annoiato di chi conosce già a memoria la sentenza prima ancora che inizi il processo, trovando l'agitazione circostante un'inutile perdita di tempo.

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