Stavo calcolando il mio TDEE e tracciando ogni singolo grammo di macro su Notion, quando mi è arrivato nel feed il report Anaao Assomed sul Servizio Sanitario Nazionale: sembrava il cruscotto di un'app di fitness dopo le feste di Natale. Regola numero uno: la materia prima di alta qualità la estrai dove i costi sono bassi. È biomeccanica finanziaria.
Nel 2025 i drop-out volontari (3.767 dimissioni) hanno distrutto il record dei fine-corsa naturali (2.876 pensionamenti). Un aumento del 150% in dodici mesi. Il flusso in uscita è brutale: a ogni cento assunzioni stabili corrispondono quarantatré dimissioni volontarie. In palestra, se ogni cento nuovi iscritti ti arrivano quarantatré disdette, non dici "che peccato, il gruppo non è coeso". Dici che il programma fa schifo e cambi programma. Ma qui il programma non lo cambia nessuno, perché il titolare della palestra non ci si allena dentro.
Chi ragiona da atleta, davanti a questi numeri, non vede una tragedia: vede un posizionamento di mercato chiarissimo: l'Italia ha finalmente accettato il suo ruolo di palestra low-cost per l'Europa.
Pensateci. Siamo diventati la miniera perfetta. Facciamo fare a questi professionisti la "fase di massa" più dura e faticosa: li formiamo per anni a spese nostre, li forgiamo nel sudore di aule e reparti. Produciamo un talento clinico che è puro muscolo magro. E una volta che il prodotto è finito e pronto a performare, cosa facciamo? Lo prezziamo con stipendi che sono tra i più bassi d'Europa. Li lasciamo in deficit calorico perenne.
I sistemi sanitari del Nord Europa e gli Emirati non perdono tempo a seminare. Loro sono i club premium. Si limitano a fare scouting nella nostra palestra sgarrupata e acquistano materia prima eccellente a costo zero. Noi mettiamo il capitale, loro incassano la prestazione. Nessun personal trainer serio si lamenta se il cliente va in un club con la sauna e l'asciugamano caldo. Si lamenta se non ha mai alzato la tariffa per trattenerlo.
Ma non c'è solo l'estero, c'è chi ha finalmente capito come scalare il business rimanendo qui: i gettonisti. Le ASL nel 2024 hanno speso 457,5 milioni di euro per pagarli. Ottantacinque euro l'ora in Pronto Soccorso. Settantacinque in reparto. Questo è il prezzo di uno che ha smesso di fare l'istruttore di sala sfruttato e ha aperto la sua partita IVA dentro la stessa sala pesi. Stessa panca, stesso bilanciere, ma adesso il cliente paga a sessione e non con l'abbonamento annuale a 29,90.
So già cosa mi scriverete nei DM. "Jess, ma il paziente perde il riferimento, la continuità assistenziale, il rapporto medico-paziente..." Fermi. State confondendo l'attrezzatura con l'allenamento. Il paziente non ha bisogno del "suo" medico come non ha bisogno della "sua" panca preferita. Ha bisogno che qualcuno gli faccia fare il movimento giusto nel momento giusto. Se quel qualcuno cambia ogni turno, il problema non è il turnista: è che nessuno ha mai scritto una scheda che funzioni indipendentemente da chi la supervisiona. La continuità delle cure è la scusa di chi non ha mai automatizzato i propri processi. Se piangi perché vuoi il tuo dottore di fiducia, sei quello che occupa la pressa per un'ora solo per raccontare i suoi traumi all'istruttore.
Se il mercato ti valuta cento e tu accetti di essere pagato trenta in nome della vocazione, il problema non è il sistema che ti sfrutta. Il problema sei tu che non sai calcolare i tuoi macronutrienti finanziari. La vocazione è il cortisolo dei poveri.
I 3.767 camici bianchi che hanno salutato la compagnia non sono dei disertori. Sono atleti di alto livello che hanno rifiutato di essere la materia prima a basso costo per un Paese che non sa monetizzare i propri talenti. Hanno smesso di fare i cardio-bunny della sanità pubblica e hanno iniziato a sollevare pesante nel libero mercato. Hanno fatto il cut.
Il Servizio Sanitario non sta crollando. Sta facendo una ricomposizione corporea: perde massa magra, trattiene grasso strutturale, e il bilancio pesa uguale sulla bilancia. Non è un fallimento, è un cut mal gestito. E un cut mal gestito, in palestra, ti lascia più flaccido di prima.
Volete il protocollo? Ve lo do in tre punti, come una scheda di mantenimento. Uno: calcolate il vostro valore orario dividendo lo stipendio annuo per le ore reali in reparto, turni di notte inclusi. Scrivetelo su un foglio. Due: se il numero è sotto gli ottantacinque euro, non state facendo il medico, state facendo volontariato con la laurea. Tre: il giorno dopo, o chiedete il trasferimento, o aprite la partita IVA, o fate le valigie. Non esiste la quarta opzione "resto e mi lamento". Quella si chiama overtraining senza recupero, e vi porta dritti all'infortunio permanente.
Ricordate: qualunque sia il problema, non vi siete allenati abbastanza.