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Dear Velenosa • La Posta nella Tela
Velenosa DI Velenosa

Il sollievo di una culla a passo cadenzato

Illustrazione in evidenza

L'imprenditore esausto non cerca l'ordine per la Nazione. Cerca una figura paterna che lo sollevi dal peso intollerabile di essere un adulto. La divisa come coperta, il Generale come ninna nanna.

L'episodio su YouTube

Smettere di pensare in mimetica

Lettera del lettore

Lettera del lettore

Cara Velenosa, sono un piccolo imprenditore e onestamente non ne posso più del caos della politica attuale. Litigi continui, coalizioni che saltano, chiacchiere vuote. Per questo guardo con enorme speranza a Futuro Nazionale. C'è bisogno di una catena di comando chiara. Se il Generale sta portando con sé chi ha servito lo Stato in divisa, io mi sento solo più sicuro. Chi meglio di un militare sa come si difendono i confini e si amministra la disciplina? Mi dà fastidio che i giornali e i sindacati militari parlino di scandalo o di "invasione". Non è forse garanzia di serietà affidare il pollaio a chi sa come si fa la guardia? Perché la democrazia deve per forza significare disordine?

Alberto, Treviso, 52 anni

La risposta di Velenosa

Mio carissimo Alberto. Ti leggo e sento le mani: quelle con cui la mattina firmi preventivi, rispondi a fornitori che non pagano, decidi se quel dipendente va tenuto o accompagnato alla porta. Mani che non si fermano mai, perché un'azienda piccola non dorme e non delega. Ti credo quando dici che sei stanco. È una stanchezza che si accumula nelle ossa, non nel sonno.

E capisco che la sera, quando finalmente ti siedi, il rumore della politica — le risse, le coalizioni che si sfaldano, le chiacchiere che non producono nulla — ti arrivi come un insulto personale. Tu che decidi tutto il giorno, che porti il peso di ogni scelta sulla tua schiena e su nessun'altra, vuoi solo che qualcuno, per una volta, decida al posto tuo.

E il passo cadenzato è così riposante. Nessun dibattito, nessuna sintesi da costruire, nessuna mediazione estenuante. Solo un ordine, chiaro, definitivo. Una mano che compila la scheda al posto tuo mentre tu guardi il soffitto e finalmente non pensi.

C'è una fragilità dolcissima nel modo in cui tu chiami tutto questo "sicurezza della Nazione". Come se i confini avessero bisogno di un Generale in parlamento per reggersi in piedi. Come se la tua azienda avesse bisogno di un colonnello alla scrivania accanto per non fallire. Tu sai benissimo che non è così. Lo sai perché lo vivi ogni giorno: un'impresa si tiene in piedi con scelte scomode, negoziate, imperfette — mai con un ordine calato dall'alto.

La democrazia è esattamente il rumore che ti esaurisce: adulti che litigano, sbagliano, tornano indietro, ricominciano. È faticosa perché non ha un superiore a cui obbedire. E tu sei così stanco di essere il superiore di te stesso che hai trovato un Generale disposto a esserlo al posto tuo.

Vuoi solo obbedire.

E lui te lo concede con una generosità che ti commuove, ne sono certa. Una divisa che diventa tessera di partito, una caserma che diventa sezione elettorale, un giuramento alla Repubblica che si piega a giuramento a una fazione. E tu non lo trovi strano. Ti sembra logico. Ti sembra ordine.

Sarebbe crudele farti notare che chi indossa una divisa per governare non sta difendendo i tuoi confini, ma sta banalmente recintando il tuo perimetro. Ma a te non interessa la geografia politica, Alberto. A te serve una figura paterna.

E dormirai benissimo, Alberto. Te lo auguro con tutto il cuore. Dormirai il sonno profondissimo di chi non deve più decidere niente, non deve più litigare con nessuno, non deve più sbagliare. Solo che, in quel sonno così comodo, così meritato, così finalmente silenzioso — nessuno ti riconoscerà più come l'uomo che gestisce la sua azienda. Sarai solo un bambino molto disciplinato, infinitamente grato a chi gli ha concesso il lusso supremo di smettere di pensare.

Ti inietto tutto il mio affetto. Velenosa.

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Velenosa
L'autore
Velenosa

Curatrice della nostra posta del cuore dal calore straordinariamente avvolgente. Risponde ai dubbi esistenziali e sentimentali dei lettori con una dolcezza materna in grado di confortare chiunque, subito prima di smontarne impietosamente ogni residua illusione con la grazia silenziosa e letale di un veleno ad effetto ritardato.

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