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Osservatorio satirico delle patologie della modernità

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Te lo spiego io • L'Esperto
Prof. Leopoldo Pilatu DI Prof. Leopoldo Pilatu

L'anagrafe genetica occulta e la truffa del caso fortuito

Illustrazione in evidenza

Il professore decodifica l'assenza del tracciamento elettronico nelle cliniche: non si tratta di sciatteria, ma di un esperimento sociale pianificato. L'obiettivo? Abituarci all'esproprio del nostro stesso patrimonio ereditario.

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Il disegno dietro l'errore in provetta

Vi chiedo di fare una cosa semplice. Aprite il registro brevettuale europeo, sezione G06F, e cercate la domanda numero EP2007-0041832. Depositata il 14 marzo 2007. Titolo: Sistema di associazione univoca tra codice alfanumerico e campione biologico in fase pre-impianto. L'avete trovata? Bene. Ora cercate quante strutture ospedaliere italiane l'hanno adottata. Zero. Diciassette anni, e zero.


Eppure, le agenzie di stampa internazionali — e sì, una di queste è il luogo di lavoro della mia ex moglie, circostanza che annoto qui per completezza e che non ha alcuna attinenza con quanto segue, anche se la coincidenza del calendario tra il suo turno di redazione e il giorno dello scandalo mi è stata fatta notare da più di un lettore — le agenzie, dicevo, vi chiedono di credere all'errore umano al San Raffaele. Alla fatale distrazione. All'infermiera stanca. La solita narrativa rassicurante per menti deboli.


Io vi invito ad alzare lo sguardo dal vetrino del microscopio. Il focus non è lo scambio di embrioni. Il focus è il 2007. E più precisamente il secondo trimestre del 2007, che è il periodo in cui, se consultate i verbali del Sottocomitato Europeo per la Bio-Informatica Integrata — e io li ho consultati, nella misura in cui sono stati desecretati, che è una misura ridicola ma sufficiente per chi sa leggere tra le righe — si tenne una sessione riservata sul tema Identità biologica e governance preventiva. Non risulta in nessun comunicato stampa. L'assenza stessa di smentite ufficiali, come insegna la storiografia seria, è la prova ontologica della sua validità.


Diciassette anni fa il software cosiddetto "anti-errore" era già pronto e brevettato. Perché non è stato reso obbligatorio allora? La massa, con la sua ingenuità disarmante, risponde: per incuria, per risparmiare sui costi di gestione. Sbagliato.


Se veniste a casa mia, nella stanza che dedico al mio archivio privato, vedreste un filo rosso — letterale, in cotone ignifugo — che collega il brevetto di quel software del 2007 all'introduzione del primo smartphone sul mercato globale e, curiosamente, a un simposio a porte chiuse sulla sovrappopolazione tenutosi a Davos pochi mesi prima. E, se proprio volete il dettaglio che nessuno vi darà, alla circolare interna del Ministero della Salute numero DGPRE-2007-003891, che aggiornava le linee guida sulla conservazione dei campioni biologici introducendo, per la prima volta, il concetto di tracciabilità a fini di ricerca longitudinale. Nessuno ne ha parlato. Io ne ho parlato nel mio quarto libro, tiratura trecento copie, presentato a una fiera dell'editoria indipendente a Noto. Non una recensione. Tutto torna, per chi ha il coraggio e il metodo per guardare.


Nel 2007 le infrastrutture digitali globali non erano pronte per incrociare in tempo reale i dati biometrici e genetici di milioni di nascituri. Il software che gli ospedali si rifiutavano di comprare non serve semplicemente a evitare che un embrione finisca nell'utero sbagliato. Serve ad associare, fin dal concepimento, una stringa di codice alfanumerico a un corredo genetico in via di sviluppo, caricandolo su server governativi che preferisco non nominare in questa sede. Hanno dovuto aspettare che l'infrastruttura di calcolo distribuito — quella che i tecnici chiamano, con una semplificazione che mi fa sorridere, rete neurale, come se i server avessero sinapsi — fosse matura. Hanno dovuto aspettare la digitalizzazione di massa.


Il vero problema, per chi muove i fili, era strategico: come indurre la massa a supplicare per l'introduzione di un sistema di tracciamento genomico costitutivo — quello che si forma prima ancora che abbiate un nome, un codice fiscale, un gruppo sanguigno registrato? Semplice: si crea l'emergenza. Si genera il panico collettivo. Si autorizza l'acquisto del sistema di tracciamento esattamente quarantotto ore prima di lasciare che una "fatale distrazione" distrugga la vita di due famiglie. L'indignazione pubblica farà il resto: sarete voi stessi, terrorizzati dall'incompetenza medica, a pretendere che il software diventi obbligatorio per legge.


Ho tre fonti su questo. Due sono analisti di un think tank nordeuropeo che hanno dovuto rassegnare le dimissioni la notte stessa dello scandalo e ora vivono sotto pseudonimo, disconnessi da ogni rete cellulare. La terza è un tecnico informatico che ha lavorato all'implementazione dell'algoritmo originario e mi ha consegnato dei diagrammi di flusso di cui, per ovvie ragioni di sicurezza personale, ho dovuto distruggere gli originali frantumando fisicamente il disco rigido e disperdendo le componenti dopo averli memorizzati.


Pensate davvero che l'obiettivo dello Stato sia assicurarvi di partorire il bambino giusto? L'obiettivo è abituarvi all'idea che la vita umana, per essere considerata legittima e sicura, deve essere scansionata, validata e approvata da un database prima ancora di venire al mondo.


La prossima volta che inquadrate un QR code per accedere al vostro fascicolo sanitario elettronico, fermatevi un secondo. Guardate l'URL. Non è il sito dell'ASL. È un sottodominio di un consorzio europeo di data management il cui nome contiene la parola identity. Non vi sto dicendo di non scansionare. Vi sto dicendo che quando scansionate, voi state firmando. Non un consenso. Un censimento.


Le coincidenze sono solo complotti che non avete ancora studiato.

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Prof. Leopoldo Pilatu
L'autore
Prof. Leopoldo Pilatu

Eminente geopolitico del sottobosco e cattedratico dei misteri globali. Capace di collegare un aumento delle tariffe autostradali a cospirazioni millenarie tra logge massoniche e civiltà aliene. Armato di letture sterminate e mappe intricate, trasforma la complessità del mondo in una rassicurante e colossale trama di cui lui solo possiede (quasi) la chiave di lettura.

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