Menu
Lingua Biforcuta Logo

Lingua Biforcuta

Osservatorio satirico delle patologie della modernità

Torna in Prima Pagina
Dente Avvelenato • L'Editoriale
Kobra DI Kobra

Il guardaroba della Genesi: l'autenticazione a due fattori per l'utero

Illustrazione in evidenza

Per ordinare una pizza usiamo algoritmi criptati e pin biometrici. Quando si tratta di maneggiare il futuro di una famiglia, invece, la tecnologia sparisce, lasciando il campo alla stanchezza di un biologo armato di pennarello. Il rifiuto di digitalizzare il concepimento rivela il totale disinteresse sistemico per il corpo umano.

L'episodio su YouTube

La burocrazia dell'utero

L'episodio su Spotify

La burocrazia dell'utero

Trascrizione del monologo

Per accedere al vostro account Pornhub Premium — non fate i puritani con me, so benissimo che usate una carta prepagata ricaricabile per non farvi spuntare la transazione sull'estratto conto della cointestata — dovete superare un'autenticazione a due fattori. Vi mandano un SMS, inserite un codice a sei cifre, poi magari c'è un captcha dove dovete cliccare su tutti i semafori o i passaggi pedonali per dimostrare al sistema che non siete un bot russo in cerca di seghe cibernetiche. Per ordinare un banalissimo pollo al curry su Glovo, l'app vi traccia con il GPS in tempo reale, una roba che il Pentagono durante la Guerra del Golfo se la sognava. La vostra privacy, le vostre zozzerie in incognito e la vostra cena a domicilio sono blindate da algoritmi di sicurezza di grado militare.


Poi decidete di fare un figlio in provetta. Il miracolo della vita. La biologia che piega il ginocchio davanti all'onnipotenza della scienza. Andate in una clinica prestigiosa come il San Raffaele, vi prelevano i gameti, li congelano, li uniscono, sfidano millenni di evoluzione darwiniana dentro una piastra di Petri... e alla fine della fiera, l'ultimo miglio di questa cazzo di epopea transumanista viene gestito con lo stesso identico rigore logistico del guardaroba di una discoteca di provincia alle tre del mattino. "Mi scusi, le avevo dato il cappotto di fustagno nero, le dispiace se invece le metto nell'utero l'embrione della coppia accanto?"


La notizia dello scambio di embrioni l'avete letta tutti, ma nessuno ha il fegato di guardare dentro l'abisso burocratico che ha generato il mostro. Il 21 luglio l'ospedale, dopo averci pensato su per la bellezza di diciannove anni, decide: "Sì dai, compriamolo questo software RI Witness". Un cazzo di lettore di codici a barre, sul mercato dal 2007. Diciannove fottuti anni passati a sperare che la genetica non finisse smistata a occhio nudo come i calzini spaiati dopo la lavatrice. Il 21 luglio danno l'ok informale. Il 23 luglio avviene lo scambio di embrioni.


Fermatevi un attimo a contemplare l'ironia sadica di queste quarantotto ore. Lì dentro c'è tutta la sublime essenza del nostro collasso strutturale. Il "lo facciamo lunedì". La pratica in giacenza sulla scrivania. Il modulo che deve passare dalla direzione acquisti per la validazione. Hegel parlava di "astuzia della Ragione" nell'indirizzare la storia, ma all'amministrazione sanitaria lombarda servono almeno sette giorni per firmare un bonifico a un'azienda informatica. E in quel minuscolo, insignificante buco nero temporale, la statistica ha presentato il conto. Il destino ti incula con la sabbia e senza preavviso.


E sapete perché continuiamo a finire in questi gineprai? Perché abbiamo il terrore frigido dei fluidi corporei, del sudore, della magnifica bestialità di una sveltina mal calcolata sul divano. L'abbiamo delegata alla clinica, alla procedura, al protocollo asettico. Abbiamo detto: "La carne è caotica e fa schifo, affidiamoci all'istituzione". Ma l'istituzione non è un tempio della scienza. È un ufficio. E l'ufficio non risponde alla sacralità della vita, risponde al dirigente amministrativo che deve far quadrare il bilancio entro il trentuno del mese. Hanno sterilizzato il miracolo, l'hanno reso una pratica con un codice numerico, e poi si sono dimenticati di comprare il lucchetto per il frigorifero. Non per cattiveria. Perché il lucchetto costava quattrocento euro al mese e il disastro, statisticamente, capita ogni vent'anni. Fate voi il conto. Lo hanno fatto loro.


E qui dovrei essere onesto, pateticamente onesto, come sempre. Se scrivo questo pezzo con tanto livore non è per solidarietà alle coppie. È perché, avendo passato gli ultimi dieci anni a terrorizzarmi all'idea che la mia ex compagna mi scuoiasse vivo per il mantenimento di una figlia nata esattamente da una di quelle sveltine caotiche, sapere che i luminari in camice bianco fanno cazzate ancora più grosse delle mie mi fa sentire un padre borghese quasi decente. Il mio è puro, meschino sollievo proiettivo. Non ho titoli morali. Ho solo il morso.


Ora sento l'Ordine dei Biologi dichiarare solennemente che non bisogna attribuire in modo affrettato la colpa al singolo operatore. E subito dietro, il coro: il sindacato che "tutela il lavoratore", l'assessore che "apre un'indagine interna", il consigliere regionale di sinistra che posta il comunicato con la bandierina arcobaleno e l'hashtag #ViciniAiPazienti. Tutti a fare quadrato attorno al lavoratore, che è sacrosanto, per carità. Ma il quadrato, guarda caso, non lo fa nessuno attorno alla coppia a cui hanno impiantato il figlio sbagliato. Il singolo operatore, in Italia, è l'equivalente del paraurti in gomma di una Fiat Panda del '92: serve esclusivamente ad assorbire l'impatto mediatico e penale quando il dirigente al volante va a schiantarsi a trecento all'ora contro il muro del risparmio aziendale. E la politica parrocchiale e moscissima, che dovrebbe denunciare il muro, il volante e i trecento all'ora, preferisce discutere se il paraurti fosse correttamente sindacalizzato.


La verità che nessuno, nei salotti televisivi pomeridiani, vuole ammettere è che questo non è un tragico errore causato dal fato. È una scommessa calcolata. Per quasi due decenni il sistema ha giocato alla roulette russa con le gonadi dei pazienti, facendo un calcolo puramente attuariale: costa infinitamente meno rischiare un disastro etico, e la relativa causa legale milionaria ogni vent'anni, piuttosto che pagare la licenza di un software preventivo ogni santo mese. Il sistema non è andato in tilt il 23 luglio. Ha funzionato esattamente come previsto, incassando semplicemente la fisiologica perdita messa a bilancio, per poi rimettersi a giocare al tavolo verde sulla pelle di qualcun altro. La vostra disperazione familiare non è una tragedia; è solo una voce in uscita nel trimestre fiscale.


Io ho morso. A voi il veleno.

linguabiforcuta sanraffaele embrioniscambiati fecondazioneassistita burocraziasanitaria erroreumano denteavvelenato
Kobra
L'autore
Kobra

Fondatore spirituale e caporedattore indiscusso dell'Osservatorio. Intellettuale di rara finezza che ha coraggiosamente scelto di sacrificare il lessico accademico sull'altare del turpiloquio militante. Cita classici della filosofia con la stessa graziosa disinvoltura con cui insulta i passanti, convinto che una sincera parolaccia sia l'ultima vera forma di onestà intellettuale rimasta in un mondo di ipocrisia edulcorata.

Leggi la scheda e tutti i suoi articoli