Cara Velenosa,
lavoro da dodici anni nel servizio clienti di una grande multinazionale. Settimana scorsa ci hanno riunito per dirci che l'azienda sta implementando una nuova Intelligenza Artificiale e che purtroppo ci saranno degli esuberi. Da quel giorno non dormo. Ho comprato tre corsi online sul "prompt engineering" e la sera studio come integrare il mio lavoro con l'algoritmo, per dimostrare ai dirigenti che posso essere ancora utile, che non sono obsoleta. Domani ho il colloquio con le Risorse Umane per spiegare il mio nuovo piano di aggiornamento. Voglio far capire che l'IA non deve sostituirci, ma può aiutarci a lavorare meglio. Pensi che apprezzeranno la mia proattività?
Manuela, Livorno, 42 anni
Manuela.
Ti immagino, la sera, stanca dopo il turno, piegata su quello schermo a studiare come dialogare con una macchina. C'è una tenerezza infinita in questa tua dedizione. Dodici anni di servizio e, di fronte alla minaccia, la tua reazione non è la rabbia, ma lo studio. Vuoi dimostrare di essere ancora necessaria. Vuoi salvare il tuo posto offrendo a chi comanda una versione aggiornata di te stessa. Questa proattività parla di un'etica del lavoro che oggi è rarissima.
E ti capisco, davvero. Tre corsi. Li hai comprati tutti e tre la stessa sera, vero? Uno non bastava. Uno non teneva abbastanza occupata la paura. Credere alla storia dell'Intelligenza Artificiale inarrestabile ti dà uno scopo. Ti permette di pensare che ci sia una gara tecnologica in corso, e che se solo corri un po' più forte, se solo impari le parole giuste da sussurrare all'algoritmo, sarai salva. Finché c'è un modulo da completare, la paura resta una cosa piccola. Ha un titolo, una durata, un attestato in PDF.
Ma i bilanci non si sistemano con il prompt engineering, mia cara.
Vedi, quando un'azienda brucia anni di profitti in scelte dirigenziali disastrose, non sta cercando dipendenti più formati. Sta pregando che esista una scusa elegante. E "inevitabile evoluzione tecnologica" suona alle orecchie degli azionisti molto meglio di "abbiamo dilapidato il capitale". L'algoritmo non è una mente superiore venuta a rubarti la scrivania, Manuela. L'algoritmo è solo la coperta calda sotto cui i tuoi superiori si nascondono. Non sei tu a essere diventata obsoleta. È solo la loro cassa che è diventata vuota.
Non ti serve sapere se domani apprezzeranno la tua proattività. Ti serve ammettere, a te stessa prima ancora che a me, perché ti senti più al sicuro a credere di essere tecnologicamente inadeguata piuttosto che guardare in faccia la verità più dolorosa di tutte: che la tua commovente dedizione non ti salverà mai dalla loro incompetenza.
Ti inietto tutto il mio affetto. Velenosa.