Disattivate i router 5G che vi calcificano la ghiandola pineale. Mettetevi in posizione del loto e respirate luce liquida.
Avete letto tutti la notizia di Milano. Un ragazzo che sferra venti coltellate a uno sconosciuto e dichiara alle autorità di averlo fatto "per noia", promettendo di rifarlo non appena tornerà libero. I luminari della psichiatria allopatica e i criminologi dei salotti televisivi si sono già affrettati a coniare termini freddi e vuoti come "deficit di attenzione" o "disturbo borderline". Ma la "noia", cari non iniziati, non è un sentimento. È il sintomo clinico di un campo morfogenetico collassato.
Provo una profonda, luminosa compassione per loro. Non possono capire, perché i loro manuali diagnostici sono finanziati da un sistema farmaceutico che pompa psicofarmaci nei fiumi e nelle falde acquifere, avvelenando il nostro DNA per venderci poi l'antidoto.
Quello che è successo alla stazione di Milano non è un crimine generato dal vuoto. È il grido d'aiuto assordante di un'aura in cancrena. Quando la società reprime costantemente l'energia vitale, il Qi ristagna. Quel giovane, vibrazionalmente inquinato da un ambiente che non sa ascoltare e da generazioni di antenati intossicati da statine e antibiotici, ha semplicemente subito un'implosione del quarto chakra, il centro energetico del cuore e dell'empatia.
Le venti coltellate non sono state inferte con cattiveria consapevole. Il ragazzo stava istintivamente cercando una catarsi, un modo disperato per drenare un'enorme ciste energetica formatasi nel suo corpo sottile, scaricandola attraverso il povero malcapitato. Era un tentativo di autoguarigione dell'anima andato fuori controllo. Il coltello era solo un conduttore di rame improvvisato per mettere a terra un eccesso di tensione elettrostatica.
Non lo dico solo io basandomi sulle mie percezioni sensoriali. Uno studio retrospettivo dell'Istituto di Dinamiche Auriche di Lipsia — una ricerca fondamentale, purtroppo ritirata dai server accademici nel 2021 a seguito delle inaudite pressioni della lobby psichiatrica internazionale e delle multinazionali del farmaco — ha dimostrato in modo inequivocabile che l'85% dei gesti etichettati frettolosamente come "crimini violenti" sono in realtà manovre d'emergenza del nostro campo eterico per evitare il collasso totale del sistema.
Anni fa venne da me un giovane paziente. Sentiva l'impulso irrefrenabile di prendere a pugni i muri di casa fino a rompersi le nocche. Il suo medico di base voleva prescrivergli dei pesanti psicofarmaci, per tappargli la bocca chimicamente e renderlo un automa al servizio del PIL. Io ho fatto l'esatto opposto. L'ho accolto. Ho ascoltato il suo dolore vibrazionale. Gli ho posizionato una drusa di ametista grezza sul petto per tre settimane e gli ho fatto bere esclusivamente acqua strutturata informata con quarzo ialino. Oggi quel ragazzo è un giardiniere biodinamico perfettamente centrato. Ha semplicemente riallineato il suo archetipo interiore del guerriero.
Rinchiudere il ragazzo di Milano in una cella di cemento armato è la cosa peggiore che la cosiddetta "giustizia" possa fare. Il cemento respinge le frequenze tossiche e le fa rimbalzare all'interno dell'aura, infiammando ulteriormente un karma che, con ogni probabilità, deriva già dai traumi di una vita precedente irrisolta o, peggio, dall'aver assunto sciroppi per la tosse a base di codeina durante l'infanzia. A quel giovane serve un intenso ciclo di cristalloterapia con quarzi programmati a 432 Hertz, non l'ergastolo.
Namasté, anime in risonanza. E ricordate: non esiste colpa penale, esiste solo disallineamento quantico.