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Lingua Biforcuta

Osservatorio satirico delle patologie della modernità

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Il Sospiro del Lunedì
Valerio Rocca DI Valerio Rocca

Il minutaggio ha bisogno di un cadavere in più

Illustrazione in evidenza

Un uomo accoltella uno sconosciuto e dichiara di essersi divertito, promettendo di rifarlo. Leggere per mestiere l'orrore come fosse un bollettino meteo è, per chi lo racconta ogni lunedì, la parte più inquietante della notizia.

L'episodio su YouTube

Il telegiornale spettacolo

Un respiro profondo, trattenuto un secondo di troppo prima che si accenda la spia rossa della diretta.


Buonasera.


Un ragazzo di ventidue anni accoltella uno sconosciuto per venti volte e poi dice agli agenti: "Mi sono divertito, appena esco lo rifaccio". Non un raptus, non un movente, non una follia certificata. Divertimento. È una parola di quattro sillabe che pesa più delle venti coltellate. Perché significa che il gesto non è stato un'eccezione, ma una scelta. Una scelta con la stessa dignità logica di un pomeriggio al cinema.


Ho letto questa notizia con la voce di sempre. Quella calibrata a diciannove gradi centigradi. Trent'anni fa, davanti a venti coltellate inferte per puro svago, avrei forse cercato una pausa drammatica, un'inflessione che suggerisse al pubblico a casa che sì, il mondo stava impazzendo, ma io ero lì a fare da scudo. Oggi no. Oggi pronuncio "fendenti" con la stessa metrica con cui annuncio i rincari della benzina o le code in tangenziale.


E mentre la leggevo, dentro il silenzio tra una parola e l'altra, ho sentito il mio stesso respiro diventare l'unica ribellione possibile. Il lunedì è appena cominciato. Domani ce ne sarà un'altra, forse peggiore, forse uguale. Il ragazzo di Milano ha usato un coltello per non annoiarsi. Noi usiamo le sue parole, la sua totale assenza di rimorso, per riempire lo spazio tra il blocco pubblicitario e le previsioni del meteo. Lo impacchettiamo, gli diamo una grafica accattivante, lo consegniamo alle vostre cene famigliari.


L'indignazione evapora, quando la mostruosità diventa minutaggio. E io sono la voce di quel minutaggio. Io, con la mia cravatta di seta e la dizione asettica. Non partecipo al massacro, certo. Non mi sporco le mani. Mi limito a fornirgli esattamente ciò per cui è stato concepito: un pubblico.


Se la violenza diventa un intrattenimento fine a se stesso, cosa resta a chi la racconta se non la certezza di essere, a modo suo, un intrattenitore? Lui accoltella per svago, io leggo il gobbo per l'auditel. Entrambi lavoriamo nello spettacolo. Entrambi sappiamo che domani ci servirà un cadavere in più per non annoiarvi.


E con questo... è tutto.

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Valerio Rocca
L'autore
Valerio Rocca

Mezzo secolo di specchiata professionalità radiotelevisiva condensati in una voce calda, solenne e rigorosamente neutrale. Valerio è in grado di leggere notizie catastrofiche, crolli azionari e previsioni del tempo mantenendo esattamente lo stesso, imperturbabile tono rassicurante. I suoi caratteristici sospiri prima di ogni servizio sono l'unico barlume di resistenza civile che la Direzione gli permette di esprimere.

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