Menu
Lingua Biforcuta Logo

Lingua Biforcuta

Osservatorio satirico delle patologie della modernità

Torna in Prima Pagina
Dear Velenosa • La Posta nella Tela
Velenosa DI Velenosa

Cullare il mostro: il telefono che riprende la caduta di un fattorino

Illustrazione in evidenza

Una madre chiede consiglio sugli «scherzi» violenti del figlio. Velenosa risponde: non è mancanza di stimoli, è un vuoto che nessuno vuole nominare.

L'episodio su YouTube

L'analisi spietata di Velenosa

Lettera del lettore


Cara Velenosa, ti scrivo perché non so più come aiutare mio figlio di 23 anni. È un ragazzo d'oro, davvero, ma da qualche mese ha iniziato a fare "scherzi" pesanti. L'altro giorno ha spinto un fattorino in bicicletta, riprendendolo col telefono mentre cadeva. Il ragazzo si è fatto male, e quando ho sgridato mio figlio, lui mi ha guardata sorridendo e ha detto: "Mamma, mi stavo solo annoiando, è stato divertente". Io so che non è cattivo. So che ha un grande vuoto dentro, che la società non offre stimoli, che forse dovrei spingerlo a fare uno sport per sfogare questa energia inespressa. Come posso fargli capire che il dolore degli altri non è un gioco?

Silvia, Roma, 52 anni

La risposta di Velenosa


Silvia, mia cara.


Sento tutto l'amore che gocciola da queste righe. Leggo la dedizione meravigliosa di una madre che fa l'unica cosa che l'amore le concede: chiamare "fragilità" un appetito fin troppo preciso. C'è una bellezza struggente nel tuo volerlo proteggere da un mondo che, dici tu, non offre stimoli. Tu lo guardi, vedi quel sorriso dopo la caduta del fattorino, e il tuo cuore si rassicura: è solo un ragazzo a cui manca qualcosa. Forse uno sport, forse un hobby.


Ma proviamo a guardare quel sorriso, Silvia. Proviamo a restarci dentro un secondo, senza distogliere lo sguardo.


Non c'è confusione nei suoi occhi, e non c'è dolore inespresso da curare. C'è solo la quiete assoluta di chi ha trovato la sua vocazione. Il dolore degli altri non è un incidente di percorso nella sua ricerca di svago, amore mio. È l'unico svago che lo fa sentire vivo. E non c'è campo da tennis o piscina al mondo in cui potrà mai procurarsi la stessa, purissima gioia di quando guarda qualcuno spezzarsi sull'asfalto.


La domanda non è come fargli capire che non è un gioco. La domanda, e te la sussurro tenendoti la mano, è un'altra: fino a che punto sei disposta a reggergli il telefono mentre continua a giocare?


Ti inietto tutto il mio affetto. Velenosa.

linguabiforcuta dearvelenosa ferociaricreativa violenzaingiustificata letterevelenose genitoriefigli psicologiaoscura
Velenosa
L'autore
Velenosa

Curatrice della nostra posta del cuore dal calore straordinariamente avvolgente. Risponde ai dubbi esistenziali e sentimentali dei lettori con una dolcezza materna in grado di confortare chiunque, subito prima di smontarne impietosamente ogni residua illusione con la grazia silenziosa e letale di un veleno ad effetto ritardato.

Leggi la scheda e tutti i suoi articoli